Home ITA » Curia Vescovile » Ufficio Stampa » Comunicati Stampa » 2017 » S. Messa per il primo anniversario della morte del vescovo Karl Golser 

S. Messa per il primo anniversario della morte del vescovo Karl Golser   versione testuale

30 dicembre 2017

“Cristo è la nostra pace”, questo è il motto episcopale di mons. Karl Golser che nella giornata odierna il vescovo Ivo Muser ha presentato come testamento e come vocazione permanente per la Diocesi di Bolzano-Bressanone in occasione della S. Messa per il primo anniversario della morte di Golser nel Duomo di Bressanone.
Oggi mons. Ivo Muser non ha tenuto l’omelia ma si è rivolto direttamente al vescovo Karl Golser con parole molto personali e ricordi. Quando don Ivo Muser prestava servizio come diacono, Karl Golser era il suo professore. Anche durante il suo studio a Roma Muser ha incontrato spesso Golser. Tra il 1995 e il 2009 si sono incontrati quasi ogni giorno presso lo Studio Teologico Accademico a Bressanone, spesso alle riunioni del capitolo del Duomo e durante diversi viaggi comuni. “Spesso ci siamo fermati a parlare del dono, del valore e della dignità della vita umana, ma anche in merito a tematiche quali la salvaguardia dell’ambiente e l’etica. Ho sempre stimato – ha proseguito il vescovo Muser – la tua visione teologico-morale equilibrata, responsabile e competente”. Dopo le sue dimissioni dal servizio episcopale mons. Muser è andato spesso a trovarlo a Bressanone, anche se non era più possibile parlare con lui. “Hai accettato la tua croce non come un destino cieco e anonimo, ma come il tuo cammino nella sequela di Gesù. E questa sequela porta alla croce, ma anche alla salvezza nella croce”, ha affermato il vescovo Muser che ha proseguito dicendo: “da professore sei diventato confessore, da maestro a testimone. È venuta la tua ora nella notte di Natale ed è diventata la tua nascita redentrice per la vita eterna.”
Mons. Muser ha presentato il motto episcopale del vescovo Karl Golser “Cristo è la nostra pace” come testamento all’intera Diocesi e in certo qual modo come vocazione della stessa Diocesi, grazie all’impegno a favore della pace tra i gruppi linguistici, tra i locali e gli stranieri, tra le culture e le religioni.