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8xmille alla Chiesa cattolica: una firma per aiutare   versione testuale

Con i fondi dell’8xmille – che ogni anno ammontano a circa 4 milioni di euro – la Chiesa altoatesina finanzia attività pastorali, progetti sociali della Caritas, restauri di chiese e provvede a pagare i sacerdoti.
 
 
Dal 1989, con una firma sulla propria dichiarazione dei redditi, i contribuenti hanno la possibilità di destinare alla Chiesa cattolica, così come ad altre comunità religiose oppure allo Stato, l’8xmille delle imposte che hanno già pagato. Ed è sulla base delle firme pervenute, che lo Stato provvede a ripartire i fondi. Molte importanti attività vengono finanziate dalla Chiesa grazie all’8xmille.
 
4 milioni di euro per attività pastorali, Caritas, restauro di chiese e sacerdoti
Anche nella nostra Diocesi è possibile realizzare e sostenere molti progetti grazie ai fondi dell’8xmille. Circa un milione di euro viene destinato alle attività pastorali, come ad esempio le attività con i giovani, la consulenza familiare o la formazione e l’aggiornamento del clero. Grazie all’8xmille, anche la Caritas riceve circa un milione di euro, che viene utilizzato per finanziare servizi di sostegno e consulenza per aiutare persone in difficoltà a riprendere il controllo della loro vita. I fondi, inoltre, sono utilizzati per la formazione e l’aggiornamento dei volontari, che si rendono disponibili ad aiutare gli altri e che rendono possibili i numerosi servizi che la Caritas offre sul territorio. Ogni anno vengono finanziati anche progetti nelle parrocchie, come ad esempio la ristrutturazione delle chiese. Due i milioni di euro che vengono impiegati dalla Diocesi per pagare i sacerdoti: in questo senso l’8xmille è un’importante fonte di finanziamento.
 
Mettere la propria firma non costa nulla
Sebbene la firma per destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica non comporti alcun aggravio per il contribuente, è sempre più difficile convincere le persone a firmare, così come spiega Stefan Untersultzner, incaricato diocesano per il sostentamento economico della Chiesa altoatesina. “È sempre più importante sensibilizzare i contribuenti, alla luce anche del calo di firme registrato negli ultimi anni – afferma Untersultzner -. Molte persone che non presentano la dichiarazione dei redditi, ma che hanno solo il modello CU, spesso non sanno che anche loro possono firmare per l’8xmille. È sufficiente compilare il modulo allegato al modello CU. Inoltre, i pensionati che non hanno ricevuto il modello CU dall’Inps, possono destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica firmando il modulo che è a disposizione in tutte le parrocchie e che poi è sufficiente consegnare in Posta o al Caf (Centro di assistenza fiscale)”.
 
Una forma di partecipazione pubblica
“La scelta della destinazione dell’8xmille sulla dichiarazione dei redditi è una forma di partecipazione pubblica”, afferma Untersultzner. In questo modo, infatti, il contribuente può decidere a chi destinare una parte delle tasse che ha già pagato e far sì che questa venga utilizzata per una buona causa. Più firme riceve la Chiesa cattolica, più denaro andrà a beneficio delle singole Diocesi. In tutta Italia, grazie all’8xmille, saranno destinati quest’anno circa 800 milioni di euro.
 
8xmille e 5xmille
Dal 2006, - anche in questo caso senza alcun aggravio per il contribuente - oltre all’8xmille è possibile destinare anche il 5xmille a organizzazioni sociali.
“Molte - sottolinea Stefan Untersultzner - sono le associazioni e i gruppi ecclesiali impegnati quotidianamente in prima linea nel settore sociale e per venire incontro ai bisogni di quanti stanno attraversando un periodo di difficoltà. La Diocesi invita pertanto i contribuenti a sostenere queste organizzazioni, destinando loro il 5xmille”.
 
Maggiori informazioni sull’8xmille e sul 5xmille sono disponibili sul sito della Diocesi www.bz-bx.net/idsc