Home ITA » Curia Vescovile » Ufficio comunicazioni sociali » Comunicati Stampa » Comunicati stampa 2018 » Monsignor Muser festeggia il 7° anniversario di ordinazione episcopale 

Monsignor Muser festeggia il 7° anniversario di ordinazione episcopale   versione testuale

“L’uomo non deve perdersi nell’attivismo. È bene che si ritagli del tempo da dedicare esclusivamente all’ascolto, da cui attingere nuove forze da spendere nel servizio”. È quanto ha ricordato monsignor Ivo Muser durante la messa celebrata questa mattina nella cattedrale di Bressanone in occasione del 7° anniversario della sua ordinazione episcopale.
 
Riflettendo sulle figure di Marta e Maria, di cui parla la pagina del vangelo di Luca proposta oggi dalla liturgia, il vescovo ha sottolineato quanto siano importanti nella vita dell’uomo il riposo e il silenzio. “Proprio perché la vita significa “essere in cammino” – spiega monsignor Muser –, l’uomo deve controllare la direzione, dare uno sguardo alla strada per riprendere il cammino con più sicurezza e più speranza”. “Gesù non intende trascurare o svilire l’impegno di Marta, che si preoccupa di accoglierlo nel miglior modo possibile – aggiunge –. Nelle sue parole possiamo trovare un ammonimento per tutti quanti noi, che siamo impegnati nelle comunità parrocchiali, nelle associazioni e istituzioni ecclesiali e nei movimenti. L’attività pastorale nei diversi ambiti della vita ecclesiale è insostituibile. Ma se questa non scaturisce dall’ascolto, dal silenzio e da ciò che nel silenzio ci viene donato, allora gli manca l’anima. Se le nostre parole non nascono dall’ascolto, dal silenzio e dal nostro stare a tu per tu con il Signore, allora non saranno in grado di dare alle persone quel nutrimento spirituale di cui hanno bisogno per vivere”.
 
Vita attiva e contemplazione non si escludono, anzi si integrano l’una con l’altra. “San Benedetto – ricorda monsignor Muser citando alcuni santi e dottori della Chiesa – nel parlare di Marta e Maria afferma che l’una ha bisogna dell’altra e che le due si completano a vicenda. E il suo motto “ora et labora” è come un commento al rapporto che esiste tra queste due sorelle. Bernardo da Chiaravalle descrive Marta e Maria come due gemelle, che si confondono l’una con l’altra. Per Ignazio di Loyola sono un commento al suo principio spirituale fondamentale actio in contemplazione, contemplatio in actione”.
E, venendo ai giorni nostri, il vescovo rammenta che una volta venne chiesto a Madre Teresa di Calcutta perché iniziasse le sue giornate con l’adorazione eucaristica. E lei rispose: “Perché Marta, senza Maria, perde il suo cuore cristiano”.
 
Facendo memoria della sua ordinazione episcopale, monsignor Muser ha pregato affinché “molte persone riscoprano la forza, il fascino, la bellezza e la speranza del rapporto con Dio”, auspicando che “il Signore doni nuove vocazioni sacerdotali, di cui abbiamo tanto bisogno”. Ha quindi rinnovato la promessa fatta sette anni fa. “Tu sei il Cristo! Questa persona, il Signore morto e risorto, è la nostra identità, è la chiave di lettura per il nostro impegno pastorale, umano e sociale. A partire da questa professione di fede – ha detto il vescovo – prometto dal profondo del mio cuore di favorire un dialogo sincero con tutte le realtà della nostra chiesa e della nostra società. Con lo sguardo su Gesù, il Cristo, voglio stabilire relazioni rispettose con tutti e a tutti voglio ricordare che prima di ogni distinzione e differenza di lingua, cultura, confessione e religione siamo uomini e donne, creature volute e amate dal Creatore”.