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Matrimoni misti   versione testuale

Matrimoni tra cattolici e battezzati di altre comunità cristiane sono chiamati matrimoni misti. Per contrarre un matrimoni misto è richiesta la licenza del vescovo della parte cattolica.
Dato che il matrimonio tra battezzati è sacramento (can. 1055 § 1-2) ne consegue che un matrimonio tra due protestanti/evangelici è indissolubile come tra sposi cattolici. (Sotto la voce “protestanti” vanno tutte le confessioni non in piena comunione con la Chiesa Cattolica; non rientrano invece in questa voce le varie sette).
Per i protestanti è costitutivo solo il matrimonio civile, la cerimonia in chiesa è una funzione di benedizione.
Dato che un matrimonio tra protestanti secondo il nostro diritto è ritenuto sacramento, il divorzio non libera i contraenti dal vincolo indissolubile per cui un divorziato protestante non può risposarsi religiosamente con una persona cattolica.
Per un matrimonio misto tra cattolici e cristiani ortodossi è richiesta la licenza del Vescovo e nella celebrazione, per la validità, occorre la presenza di un sacerdote (non un diacono o un laico).
Il matrimonio tra una parte cattolica e una parte non battezzata è chiamato matrimonio interreligioso. Per la validità di un matrimonio interreligioso è richiesta la dispensa del Vescovo della parte cattolica.
Divorziati che non sono battezzati non possono contrarre matrimonio religioso con una parte cattolica. Il matrimonio civile tra non battezzati è valido per la natura stessa del matrimonio. Dato che la Chiesa cattolica non ammette il divorzio è da ritenere valido il matrimonio civile, per cui alla celebrazione religiosa si oppone un vincolo matrimoniale valido.

Un matrimonio religioso tra una parte cattolica (la donna) e una parte islamica (l'uomo) è sconsigliata da parte della Chiesa come anche da parte musulmana. Il motivo è la discrepanza tra concetto di matrimonio, convinzione religiosa, uguaglianza dei diritti tra uomo e donna, fedeltà, educazione della prole. Per la tutela della donna cattolica una dispensa non viene data se non in casi del tutto particolari.

 
Il rito nei matrimoni misti
La celebrazione del matrimonio misto avviene con liturgia della parola. Una celebrazione “ecumenica” prevede la presenza dei due ministri di culto. In linea di principio il ministro cattolico accoglie il consenso degli sposi. Per una tale celebrazione ecumenica ci vuole la licenza del vescovo della parte cattolica.
Una dispensa dalla “forma cattolica” in modo che un ministro di culto non cattolico celebri il matrimonio viene concessa dal Vescovo solo raramente.
Sposi non cattolici non sono tenuti alla forma canonica del matrimonio.