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Rapporto tra matrimonio e fede
 
Nel discorso ai giudici della Rota Romana, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il 26 gennaio 2013, il Santo Padre si è soffermato sul rapporto tra matrimonio e fede, ponendo la domanda se per la validità del matrimonio sacramento sia necessaria la fede personale dei nubendi.
L’attuale crisi di fede nel mondo porta con sé anche una crisi della società coniugale. La Chiesa vede il matrimonio come un patto irrevocabile tra uomo e donna elevato tra battezzati alla dignità di sacramento. La cultura contemporanea, contrassegnata da soggettivismo e relativismo etico e religioso fa fatica accettare un legame che duri per tutta la vita in contrasto con la sua libertà e con la sua autorealizzazione. “Fa parte di una mentalità diffusa … pensare che la persona diventi se stessa rimanendo “autonoma” ed entrando in contatto con l’altro solo mediante relazioni che si possono interrompere in ogni momento” (Allocuzione alla Curia Romana 21 dic. 2012).
“Il patto indissolubile tra uomo e donna, non richiede, ai fini della sacramentalità, la fede personale dei nubendi …”, tuttavia la mancanza di fede può pregiudicare il bene del matrimonio e dei coniugi.
 
Nell’allocuzione natalizia del Santo Padre alla Curia Romana, il 21 dicembre 2012, Benedetto XVI ha posto la questione sulla capacità dell’uomo di legarsi oppure sulla sua mancanza di legami. “Può l’uomo legarsi per tutta una vita? Corrisponde alla sua natura? Non è forse in contrasto con la sua libertà e con l’ampiezza della sua autorealizzazione? L’uomo diventa se stesso rimanendo autonomo e entrando in contatto con l’altro solo mediante relazioni che può interrompere in ogni momento? Un legame per tutta la vita è in contrasto con la libertà?”
Il Santo Padre aggiunge poi un elemento che solitamente si tace, cioè se e in quanto il legame matrimoniale includa la sofferenza e la rinuncia: “Il legame merita anche che se ne soffra?” Il Santo Padre risponde: “Il rifiuto del legame umano, che si diffonde sempre più a causa di un’errata comprensione della libertà e dell’autorealizzazione, come anche a motivo della fuga davanti alla paziente sopportazione della sofferenza, significa che l’uomo rimane chiuso in se stesso, e in ultima analisi, conserva il proprio “io” per se stesso, non lo supera veramente. Ma solo nel dono di sé l’uomo raggiunge se stesso, e solo aprendosi all’altro, agli altri, ai figli, alla famiglia, solo lasciandosi plasmare nella sofferenza, egli scopre l’ampiezza dell’essere persona umana.”
Il legame matrimoniale è fondamentalmente superamento di se stesso, apertura verso l’altro. Il reciproco affidarsi nel vincolo coniugale, ancora prima del significato teologico religioso, è una realtà naturale, un patto irrevocabile tra uomo e donna. Questo patto tra battezzati è elevato a sacramento.
Tornando alla domanda sul rapporto tra matrimonio e fede, posta all’inizio, il Santo Padre insegna: “Il patto indissolubile tra uomo e donna, non richiede, ai fini della sacramentalità, la fede personale di nubendi; ciò che si richiede, come condizione minima necessaria, è l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa”. Se non si avverte alcuna traccia di fede, o se si riscontra un rifiuto di ciò che la Chiesa intende con il matrimonio sacramento, si mette in dubbio la validità stessa del matrimonio.
 
 
Per quanto riguarda le cause di annullamento matrimoniale, nella nostra Diocesi (che fa parte del Tribunale Ecclesiastico Regionale Nord-Est) si presenta il seguente quadro statistico.
 
 
Cause pendenti al 1° gennaio
Nuove cause
Cause concluse
2008
9
5
6
(affermative)
2009
8
8
7
(6 affermative)
1 (negativa)
2010
9
 7
 6
(5 affermative)
(1 archiviata)
2011
 
10
 
 5
 7
(5 affermative)
(1 negativa)
(1 archiviata)
 
 
2012
 
 
8
 
 7
 3
(affermative)
2013
 
12