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Nell'Andreas-Hofer-Bund   versione testuale

Josef sapeva bene che per essere testimoni nel senso più profondo del termine non bastavano solo le parole, ma erano necessari anche gesti concreti. Aveva sì scelto di restare, ma non era sufficiente. Decise di fare un passo che suscitò una certa sorpresa: entro a far parte dell'Andreas Hofer Bund, un'associazione fondata a Bolzano nel 1939, che aveva lo scopo di difendere i "Dableiber" contro le eventuali angherie degli optanti e di infondere loro coraggio.
Accanto a questo, si prodigò con coraggio e costanza nel cercare di convincere chi aveva già optato a revocare l'opzione per la Germania. Un impegno faticoso, che non mancò però di portare i suoi frutti. Si calcola, infatti, che furono circa 10.000 quelli che revocarono l'opzione.
A fondare l'Andreas Hofer-Bund era stato Hans Egarter di Villabassa, segretario diocesano dei Giovani Cattolici. Era stato lui a convincere Josef ad aderire al movimento di resistenza. Il giuramento del primo gruppo avvenne proprio nella "Stube" del maso Nusser. I primi aderenti dell'Andreas Hofer Bund giurarono, alla maniera del giuramento di Ruetli nel Guglielmo Tell di Schiller, anche di non vendicarsi mai dei torti subiti da parte degli optanti. Successivamente i membri dell'associazione si incontrarono spesso al maso Nusser, che per la sua posizione appartata era particolarmente adatto ad incontri clandestini.
Da una testimonianza del dott. Friedl Volgger, Josef apparteneva al nucleo del movimento, che era composto da circa tre dozzine di giovani. Per il suo impegno così radicale in campo religioso-sociale, si era dubitato inizialmente che avrebbe mai aderito al movimento di resistenza. Ma egli era profondamente convinto della sua decisione perché considerava un dovere offrire il suo contributo per aprire in qualche modo gli occhi alla gente...