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Pastorale per persone disabili

 

Cos’è?

È un servizio diocesano “in fase di organizzazione”. Nato in seguito alla recente Riforma di Curia, tiene conto delle realtà consolidatesi negli anni attraverso il ruolo dei ‘cappellani’ per alcuni gruppi specifici ( ciechi, sordi, e persone con disabilità motorie).

Nell’Aprile 2019 la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) si è dotata di un SERVIZIO NAZIONALE per la PASTORALE delle PERSONE CON DISABILITA’

A questa scelta dei Vescovi si ispira lo sviluppo del nuovo Settore dell’Ufficio pastorale, che nasce in risposta ad uno specifico provvedimento del sinodo diocesano:

Provvedimento 448 del sinodo

"Comunichiamo con tutti, usando un linguaggio attuale, semplice e comprensibile. Il nostro annuncio è aperto a tutte le forme di comunicazione. Andiamo dai deboli e sofferenti, da chi cerca e chiede.

Quando si celebra, si tiene conto dell’assemblea."

Persone con un’adeguata formazione si assumono la cura pastorale –in particolare l’annuncio della Parola di Dio- di persone con particolari esigenze ( ad es: non vedenti e non udenti). Per queste persone vengono messi a disposizione degli ausili che facilitino la loro partecipazione alle celebrazioni eucaristiche

Quali sono i suoi obiettivi?

Promuovere e coordinare l’impegno pastorale – liturgico - catechetico per l’INCLUSIONE delle persone disabili di varie età nella vita delle Parrocchie e Unità pastorali.

Mantenere i contatti con il SERVIZIO NAZIONALE DI PASTORALE DEI DISABILI della CEI e con strutture dedicate nelle altre Diocesi confinanti di lingua tedes

Promuovere celebrazioni INCLUSIVE, in cui siano utilizzati i vari linguaggi (LINGUA DEI SEGNI- LINGUAGGIO ‘SEMPLICE’, STRUMENTI VISIVI etc) straordinari e regolari, in alcune città/parrocchie del territorio diocesano.

Sostenere e valutare il ruolo dei cappellani specifici, tenendo conto dei processi inclusivi che già si realizzano nella società altoatesina, modificando gradualmente l’approccio pastorale (non ‘categorie’ di disabili da ‘assistere spiritualmente’, ma persone disabili da includere nel cammino comunitario parrocchiale/diocesano).

Progressiva conoscenza e collaborazione con le varie Associazioni e gruppi che sostengono le persone disabili e i loro familiari.

Sensibilizzare le Comunità Pastorali perché la persona disabile non sia solo ‘oggetto’ di cura pastorale, ma anche ‘protagonista e soggetto’ della testimonianza cristiana in Parrocchia e fuori.

Chi è la persona di contatto?

Paola Vismara
Referente per: Pastorale "Migrantes" | Pastorale con Sinti e Rom | Pastorale della salute e del lutto | Pastorale con persone disabili
Piazza Duomo 2
I-39100 Bolzano

Tel. +39 0471 306 235
Mobile +39 342 7756606
E-Mail paola.vismara@bz-bx.net

Quando è aperto l’ufficio?

Dal lunedì al venerdì, con ORARI FLESSIBILI, poiché il servizio implica visite esterne, riunioni etc.

Si consiglia di prendere un appuntamento o chiamare al cellulare prima di recarsi in ufficio.

Con chi collabora?

In Diocesi con: gli altri settori dell’Ufficio Pastorale, Caritas, Fondazione S.ta Elisabetta, Ufficio Coppia e Famiglia, Ufficio Catechesi, l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e RSF (Radio Sacra Famiglia); con tutte le Parrocchie che ne fanno richiesta.

A Bolzano (città e Provincia) con: Federazione per il Sociale e la Sanità, Volontarius Onlus, Osservatorio provinciale/Consigliera di Parità; la “Consulta dei/delle cittadini/e diversamente abili” del Comune di Bolzano; le molte Associazioni dedicate alle varie disabilità, i mass-media locali.

A livello nazionale/CEI: con  il neo-nato SERVIZIO NAZIONALE DI PASTORALE DEI DISABILI

I cappellani "incaricati"

per i SORDI: attualmente è P. Lorenz Staud OFM,  incaricato ufficiale dal 1 settembre 2015. Con lui la Chiesa locale ha voluto porre un’attenzione specifica al cammino spirituale di queste persone (poche centinaia in tutto l’Alto Adige). Collabora con le due Associazioni sviluppatesi sul territorio: Associazione Genitori dei Bambini Audiolesi ( dal 1976 EhK: Elternverband hörgeschädigter Kinder) e l’ Ente Nazionale Sordi (ENS, dal 1952 in Alto Adige). (Questo ruolo in passato è stato svolto da don Andreas Seehauser)

per i CIECHI: attualmente è don Vitus Dejaco. Collabora con l’Associazione laicale legalmente riconosciuta “BLINDENAPOSTOLAT” e la struttura BLINDENZENTRUM: due “gioielli ” per la Chiesa locale e tutti gli abitanti ciechi e ipovedenti del territorio altoatesino ( circa 1300 persone, di cui i 2/3 hanno 65 anni).

Il questionario online

Per conoscere l’attenzione ai disabili e le buone pratiche, ma anche i limiti e le barriere delle nostre Parrocchie in Alto Adige, l’Ufficio Pastorale prevede di utilizzare presto un MODULO DA COMPILARE ON LINE.

I Parroci e i responsabili pastorali saranno pregati di rispondere alle varie domande, delineando così un quadro realistico di quanto già si è realizzato nel tessuto parrocchiale: non si può preparare il futuro se non si conosce il presente. Un ‘presente’ dove probabilmente ci sono molte barriere da abbattere: “barriere architettoniche” che spesso sono presenti nelle chiese e nelle strutture parrocchiali, “barriere mentali” che escludono il diverso e chi è portatore di handicap.

Sarà un modo per mettere in luce le necessità nell’ambito della catechesi, ma permetterà di proporre innovazioni in campo liturgico e caritativo.

Conoscere per collaborare: due azioni per un unico cammino

Si invitano gli operatori pastorali (parroci, sacerdoti, diaconi, collaboratori, catechisti, responsabili dei vari gruppi…) a conoscere il più possibile la realtà umana e territoriale. Qui alcune domande-guida:

  • c’è un elenco delle famiglie con uno o più membri disabili? ci sono visite regolari?
  • quale attenzione alle disabilità sono già state offerte nelle catechesi ( diverse età)?
  • sul territorio parrocchiale ci sono strutture dedicate a disabili?
  • le Caritas parrocchiali e/o altri volontari fanno visita a queste strutture e ai loro ospiti?  hanno impegni regolari al loro interno?
  • sul territorio parrocchiale ci sono sedi o membri di Associazioni dedicate, con cui collaborare?
  • le celebrazioni liturgiche prevedono l’utilizzo di tecniche particolari per l’inclusione dei disabili di ogni età?

Proposte per un futuro di inclusione

Le chiese nelle principali città siano provviste di impianti tecnologici che facilitino l’ascolto da parte dei sordi (soprattutto giovani) con ‘impianto cocleare’. In occasione delle solenni celebrazioni sia previsto l’uso di questi impianti (ne esistono anche di portatili) e della traduzione nella “lingua dei segni”(italiana e tedesca).  

In alcune Parrocchie sul territorio diocesano, siano definite le Messe domenicali in cui sicuramente viene usato l’impianto tecnologico o la lingua dei segni o entrambi. Si informino per tempo le Associazioni ENS e EhK circa gli incontri diocesani o decanali (pastorale giovanile, cresimandi, coppie, famiglie, anziani etc) così da provvedere – se richiesti - l’impianto tecnologico e la traduzione nella lingua dei segni. Se ne dia notizia attraverso tutti i mass-media, specialmente i giornali e in TG sottotitolati.

Si organizzino regolarmente, in diverse chiese della Diocesi, le CELEBRAZIONI SEMPLIFICATE per chi è affetto da varie forme di DEMENZA, cui possano partecipare anche familiari e volontari e altre persone che lo desiderano. In tal modo non si ‘ghettizza’ ma si offrono opportunità di celebrazioni adatte ed almeno in parte inclusive.

Spazio alle proposte...

Spazio alle proposte e segnalazioni di "buone pratiche" già esistenti e consolidate: perchè il bene sia "contagioso"...

Scrivi a paola.vismara(at)bz-bx.net.

Puoi anche chiedere un appuntamento per un incontro!