Domenica: partecipare e contribuire

Domenica prossima, 25 ottobre 2026, nelle parrocchie della diocesi si rinnovano i Consigli pastorali parrocchiali. Ora si tratta di partecipare: andare, esprimere il proprio voto e sostenere così le persone disponibili ad assumersi responsabilità per la propria parrocchia.

A seconda della situazione locale, il rinnovo avviene con modalità diverse. Ciò che accomuna tutte le forme è la partecipazione della comunità parrocchiale e la corresponsabilità per la vita della Chiesa sul territorio nei prossimi cinque anni.

 

Vescovo Muser: La Chiesa siamo tutti noi

Per il vescovo Ivo Muser, le elezioni dei Consigli pastorali parrocchiali non riguardano soltanto il rinnovo di un organismo. Al centro c’è la disponibilità delle persone a mettersi in gioco.

«La nostra Chiesa vive del fare insieme e di persone disponibili a mettersi in gioco. Per questo vi invito con convinzione: partecipate. Sostenete le persone disponibili ad assumersi responsabilità.»

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Tre voci dalla pratica

Che cosa significa concretamente far parte di un Consiglio pastorale parrocchiale? Andreas Seehauser, Kassian Lanz e Lotte Kager danno risposte diverse e mostrano perché la corresponsabilità nelle parrocchie sta diventando sempre più importante.

 

Nuove strade per parrocchie vive

Kassian Lanz

Oggi quasi tutti i parroci sono responsabili di più parrocchie e non possono essere presenti ovunque. Per Kassian Lanz diventa quindi sempre più importante il coinvolgimento dei volontari. Il Consiglio pastorale parrocchiale e la nuova équipe pastorale condividono responsabilità e coordinano i diversi ambiti della vita parrocchiale, dall’annuncio alla liturgia, dalla Caritas all’amministrazione.

Responsabilità condivisa

Andreas Seehauser

Per Andreas Seehauser il Consiglio pastorale parrocchiale è fondamentale per il futuro delle parrocchie: è il luogo in cui confluiscono i diversi aspetti della vita parrocchiale. Di fronte ai cambiamenti nella pastorale, diventa sempre più importante condividere responsabilità, decisioni e compiti, valorizzando le capacità di ciascuno e coinvolgendo il maggior numero possibile di persone.

Insieme per la propria parrocchia

Lotte Kager

Da 41 anni Lotte Kager si impegna nel Consiglio pastorale parrocchiale di San Paolo. Un’esperienza che per lei significa collaborare con altre persone, assumersi responsabilità e contribuire concretamente alla vita della comunità. Nel suo racconto spiega che cosa le ha dato questo lungo impegno e perché, ancora oggi, sceglierebbe nuovamente di mettersi a disposizione della parrocchia.

Anche i bambini hanno voce

Anche i bambini possono dire che cosa ritengono importante per la loro parrocchia. Nelle parrocchie che aderiscono all’iniziativa della Jungschar (Azione Cattolica Ragazzi), i bambini non eleggono persone, ma scelgono con una propria scheda fino a tre temi che stanno particolarmente a cuore: ad esempio feste e momenti di incontro, natura e ambiente, partecipazione, sport oppure la preparazione delle celebrazioni. Possono inoltre aggiungere desideri e proposte personali.

I risultati possono essere raccolti e consegnati al nuovo Consiglio pastorale parrocchiale. In questo modo le idee, i desideri e le esigenze dei bambini diventano visibili e possono essere presi in considerazione nel futuro lavoro della parrocchia.

L’iniziativa è proposta dalla Jungschar ed è pertanto disponibile in lingua tedesca.

 

Elezioni CPP: scadenze, materiali e risposte

Cosa bisogna tenere presente dopo le elezioni? Quali materiali sono a disposizione delle parrocchie? E come saranno composti i nuovi Consigli pastorali parrocchiali? Nella pagina dedicata alle elezioni dei CPP sono raccolte le informazioni più importanti.

Vi si trovano scadenze e appuntamenti per i prossimi passi, oltre a materiali pratici per il foglio parrocchiale, le bacheche e la liturgia. Una sezione con domande e risposte informa inoltre su elezioni, composizione e compiti del Consiglio pastorale parrocchiale.

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Il Vangelo della solennità in un pensiero

 

»Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.«
Mt 5,3

 

Vivere secondo le beatitudini. Tutto qui? Se riflettiamo bene, non si tratta di ciò che dobbiamo fare noi. Ma di ciò che fa Dio. Non sono regole per il nostro agire. È una lode all’agire di Dio. Le beatitudini sono un canto di lode a Dio e a come Lui agisce in noi. Non descrivono cosa siamo chiamati a fare per piacere a Dio, ma come Dio vuole cambiare il nostro sguardo. Se il nostro cuore batte per i poveri, per coloro che sono nel pianto, che hanno sete di giustizia e sono perseguitati, allora è ripieno di dolcezza e misericordia, allora è puro e crea la pace.

Chiediamoci nel giorno della Solennità di Tutti i Santi: siamo pronti a lasciarci santificare da Dio, per guardare al mondo con i Suoi occhi misericordiosi?

 
 

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