“Si tratta di Cristo, il Buon Pastore”, è il titolo della Lettera pastorale scritta dal vescovo diocesano Ivo Muser in occasione della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.
La Lettera contiene un triplice invito: alla preghiera, a incoraggiare i giovani e a dare testimonianze credibili di fede. Il vescovo sottolinea che la preghiera è il fondamento per essere aperti a questo dono, invita a tornare a parlare ai giovani della vocazione come scelta di vita significativa e richiama l’importanza di testimonianze autentiche: soprattutto i giovani cercano modelli credibili, perché – ricorda con Paolo VI – il nostro mondo ha più bisogno di testimoni che di maestri.
Nuovi decani a Silandro e Campo Tures, nuovi parroci in diverse parrocchie
Nuovi decani a Silandro e Campo Tures, nuovi parroci in diverse parrocchie – tra cui San Giorgio, Cornaiano, Scena e in val Senales – nuovo padre spirituale nel Seminario a Bressanone: sono alcune delle nomine decise dal vescovo Ivo Muser a partire da settembre 2026.
Tumaini Ngonyani (a sinistra) e Kizito Yves Menanga con il vescovo Ivo Muser.
Al termine della Messa crismale del Giovedì Santo nel duomo di Bressanone sono stati accolti nel clero diocesano due nuovi sacerdoti, ordinati nelle rispettive diocesi africane ma da tempo in servizio in Alto Adige e radicati nella comunità locale. Ora sono stati ufficialmente incardinati nella diocesi di Bolzano-Bressanone. “Nuovo” sacerdote diocesano è Tumaini Ngonyani, nato nel 1973 in Tanzania e ordinato sacerdote nel 2004, che dal 2017 è amministratore parrocchiale di Tesimo e dal 2020 anche di Senale e San Felice. Il secondo nuovo sacerdote diocesano è Kizito Yves Menanga nato nel 1977 nella Repubblica democratica del Congo e ordinato sacerdote nel 2010, che dal 2024 è amministratore parrocchiale di San Lorenzo, Mantana e Onies in val Pusteria.al.
1° Maggio: dignità del lavoro e di chi lavora
Il 1° maggio la Chiesa cattolica celebra la festa di San Giuseppe lavoratore, modello di una vita laboriosa, radicata nella fede e orientata alla famiglia. Il suo lavoro non era qualcosa di secondario, ma espressione di responsabilità e dedizione.
«Si lavora per vivere, non il contrario: il lavoro è al servizio della persona», ricorda Johann Kiem, referente diocesano per i problemi sociali e il lavoro. La diocesi richiama anche l’attenzione su attività preziose ma spesso invisibili e non retribuite, come la cura dei figli o delle persone anziane, che contribuiscono in modo essenziale al bene comune.
In occasione della ricorrenza, la Commissione diocesana propone un opuscolo sulla dignità del lavoro, disponibile online.
«Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.» Gv 14,2
Può anche darsi che uno sia più forte dell’altro, uno più saggio dell’altro, uno più giusto dell’altro e uno più santo dell’altro. Nessuno di loro sarà escluso da quella casa dove ognuno riceverà una dimora che gli corrisponde. Sant’Agostino d’Ippona (+ 430)