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Omelie

Bischofsweihe - Ordinazione episcopale Michele Tomasi

Omelia del vescovo Ivo Muser

 

 

Bressanone, Duomo, 14 settembre 2019

Festa dell´Esaltazione della Santa Croce – Fest der Kreuzerhöhung 2019 im Brixner Dom: BISCHOFSWEIHE - ORDINAZIONE EPISCOPALE di don Michele Tomasi

Carissimi confratelli vescovi, presbiteri e diaconi, sehr geehrter Herr Landeshauptmann, stimate autorità, cara comunità in festa quì in duomo, cari fedeli che siete collegati con noi attraverso la tv e la radio, fredesc y sorus, liebe festlich gestimmte Schwestern und Brüder, carissimo don Michele!

L´odierna festa dell´Esaltazione della Santa Croce ci porta spiritualmente al luogo più santo della nostra fede: alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, al luogo della crocifissione, della sepoltura e della risurrezione del Signore. Inizialmente questa festa commemorava il recupero della preziosa reliquia della Croce di Gesù da parte dell´imperatore Eraclio, nel 628, dopo il primo ritrovamento nel 324 ad opera di Elena, madre dell´imperatore Costantino. Gli affreschi di Franz Anton Zeiller nella Chiesa del nostro Seminario Maggiore quì a Bressanone ci rappresentano e ci raccontano l´origine e lo sviluppo di questa festa antica. Conosci bene, caro don Michele, questi affreschi, perché si trovano nel nostro Seminario, nel quale ti sei preparato al sacerdozio e nel quale, come mio successore, sei stato rettore.

Oggi la liturgia esalta uno strumento di morte come strumento di salvezza: Questo è il grande paradosso della fede cristiana! La morte che dà vita, un patibolo che diventa albero carico di frutti. Il Vangelo appena proclamato ci chiede di credere che il Figlio, innalzato sulla croce, dà la vita eterna; ci chiede di credere che l´amore di Dio è più grande di qualsiasi nostro peccato e sofferenza; proprio perché quella croce non è un semplice pezzo di legno. Oggi siamo invitati a fermarci a guardare la croce per contemplare colui che è sulla croce. Cristo in croce è il grande scandalo della storia, perché quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti (1 Cor 1,27).

Fermarsi e alzare lo sguardo: questo è l´invito della festa odierna. La croce ci fa sollevare lo sguardo dal nostro ombelico, ci invita a guardare in faccia il male che fa male, ma anche quel Dio che è lì, inchiodato proprio a quella croce, per amore. È il potere disarmante della croce, che mette davanti agli occhi di tutti Dio che si consegna in libertà, che fa di tutto per dirci che non è venuto per condannare, ma per salvarci.

Ci crediamo? O forse abbiamo paura che tutto questo non sia vero? Chi ci convincerà: Gesù innalzato sulla sua croce o il vecchio serpente che ci sussurra che Dio non si cura di noi? Questa lotta attraversa tutta la storia umana, è la lotta che attraversa anche il nostro cuore.

Caro don Michele, diventi vescovo nella cornice di questa festa dell´Esaltazione della Santa Croce. In quest´ora così significativa e così decisiva per la tua vita e per il tuo ministero sei chiamato a fermarti per alzare lo sguardo verso Gesù, che con la sua obbedienza radicale si espone totalmente, fino alla croce, perché il disegno di Dio si compia. In questo abbandono doloroso e non privo di oscurità sta la condizione della vittoria della Risurrezione. È importante che tu lo viva interiormente: Non sei stato costretto a diventare vescovo; sei stato scelto da Papa Francesco e adesso è richiesta la tua libertà. Quale libertà? Quella di Cristo: mistero di dono e di abbandono.

La dettagliata descrizione della missione del Vescovo che il rito dell’ordinazione prevede e che fra poco ascolteremo sarebbe un fardello insopportabile per l’uomo se non fosse sempre preceduta dal suadente richiamo della grazia alla libertà, che si esprimerà fra poco nel nostro dialogo: “Vuoi fratello carissimo”. “Sì, con l’aiuto di Dio, lo voglio”. Su questo tuo sì viene posto il sigillo della fedeltà di Dio, unica garanzia di “tenuta” della nostra libertà.

Dunque: Non temere, caro don Michele, affida a Lui il tuo ministero e il tuo cammino! Sarà Lui stesso ad agire e a portare a compimento quanto ha intrapreso – in te e con te! Non tu sarai il nuovo protagonista della Chiesa che è in Treviso. Il Signore stesso regge la sua Chiesa! Tu sei chiamato ad essere sacramento, non di più e non di meno, un segno e uno strumento efficace dell´unità per la tua nuova diocesi: LUI deve e vuole apparire nei tuoi pensieri, nel tuo parlare, nel tuo agire, nelle tue decisioni, nel tuo celebrare. Nel tuo cammino episcopale porta sempre con te anche le tre raccomandazioni che Papa Francesco fa ai nuovi vescovi: incantare e attirare, iniziare alla fede, accompagnare il Popolo di Dio.

Liebe Schwestern und Brüder, eine Bischofsweihe ist zuerst und vor allem ein Ereignis des Gebetes. Nach dem entscheidenden Zeichen der Handauflegung wird während des Weihegebetes das offene Evangeliumsbuch über dem Kopf des Weihekandidaten aufgeschlagen. Das Evangelium muss in ihn eindringen, das lebendige Wort Gottes muss gleichsam über ihn ausgeschüttet werden, damit es von ihm Besitz ergreift. Und dabei soll deutlich werden: Dieses Evangelium ist nicht nur Wort, sondern vor allem Person: Der Auferstandene, erhöht auf seinem Kreuz, ist das Evangelium!

Auf den Knien und unter diesem Evangelium beginnt ein Bischof seinen Dienst. Einprägsamer kann man es nicht darstellen! Das ist der Platz, der einem Bischof zugewiesen wird. Diesen Platz soll er ausfüllen. Das ist die „Kathedra“, von der aus er lehren, leiten und heiligen soll. Am Wort Gottes soll er gemessen werden. So soll er wirken für Kirche und Gesellschaft - unter dem Anspruch des Evangeliums, das Jesus Christus selber ist!

Lieber don Michele, bei deiner Ernennung zum Bischof habe ich dir gewünscht, dass du deine Wurzeln nicht vergisst. Heute, am Tag deiner Bischofsweihe, danke ich dir für dein Sein und deine 21 Priesterjahre unter uns. Nimm alle deine Wurzeln mit, wachse mit diesen Wurzeln in deinen neuen Auftrag hinein und brich jetzt auf, innerlich und äußerlich – mit Freude und Hoffnung, begleitet von deinen Erfahrungen, von unserem gemeinsamen Weg, den du mit uns in unserer Diözese Bozen – Brixen zurückgelegt hast, und jetzt vor allem begleitet vom Gebet und von der Erwartung der Menschen in deiner neuen Diözese Treviso, die dir zur Heimat werden soll.

Für dein inneres und äußeres Aufbrechen, lieber don Michele, übergebe ich dir jetzt, unmittelbar vor deiner Weihe, ein geistliches Geschenk: eine Reliquie des seligen Josef Mayr – Nusser. Besonders aussagekräftig wäre es, wenn diese Reliquie einen Platz finden würde neben dem Grab des seligen Heinrich von Bozen, das sich in deiner zukünftigen Kathedrale befindet. Der neue Bischof von Treviso, begleitet von der Fürsprache der beiden Seligen, die genauso wie du aus Bozen stammen!

Nichts und niemand darf mit Gott verwechselt oder an seinen Platz gestellt werden: keine Ideologie, kein Volk, keine Sprache, kein Land, keine Kultur, kein politischer oder religiöser Führer. Dafür steht Josef Mayr – Nusser. Er sagt ein klares Nein zum nationalsozialistischen Regime mit seiner Blut- und Bodenideologie, mit seiner Verherrlichung des Krieges, mit seiner Rassenlehre, mit seiner Beseitigung des Humanen. Er sagt nein, weil er das Ja zu Gott und zur Würde des Menschen nicht preisgeben will!

Questa reliquia del beato Josef Mayr – Nusser, che adesso ti consegno, è una vertebra della sua colonna vertebrale.  Il nostro beato era un uomo retto, non si permetteva di essere una banderuola che gira a seconda del vento! Era un cristiano laico, profondamente radicato nella fede della Chiesa, che ha cercato di capire e di interpretare la propria vita, la società, l’impegno caritativo, sociale e politico dei cristiani. Come guida dei giovani aveva a cuore la formazione della coscienza che non è ridotta alle opinioni e alle emozioni soggettive. Ed era convinto: Chi si impegna seriamente nella distinzione tra il bene e il male non seguirà più ciecamente la massa, le mode predominanti, gli slogans superficiali e populisti.

Caro vescovo Michele, ti accompagni nel tuo ministero questo nostro beato credibile, provocatorio e scomodo! Ti aiuti a vivere con coerenza ciò che oggi prometti e che oggi il Signore stesso ti dona e che la Chiesa ti affida. Maria, la Madre di Cristo e di tutta la Chiesa, e tutti i santi e beati di questa tua diocesi di origine e della tua nuova diocesi che ti attende, preghino per te.

Der am Kreuz erhöhte Christus sei deine Kraft, deine Orientierung, deine Freude und der Inhalt deines Dienstes – immer für die Menschen, für die du jetzt Bischof wirst.