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Omelie

Istituzione dei ministeri 2026

Vescovo Ivo Muser

Sabato della 5° settimana di Quaresima, 28 marzo 2026

Bressanone, Seminario maggiore

Dienstübertragung – ISTITUZIONE DEI MINISTERI 

Alles steuert auf einen tödlichen Konflikt zu. Im heutigen Evangeliumsabschnitt wird ganz lapidar gesagt: „Von diesem Tag an waren sie entschlossen, ihn zu töten“ (Joh 11,53). Der Hohepriester Kajaphas bringt es als Realpolitiker auf den Punkt: „Es ist besser für euch, wenn ein einziger Mensch für das Volk stirbt, als wenn das ganze Volk zugrunde geht“ (Joh 11,49). Dieser Jesus wird als eine Provokation, als eine Bedrohung empfunden; er stellt für das ohnehin brüchige religiös – politische Verhältnis zwischen Rom und Jerusalem eine Gefahr dar; wenn das so weitergeht mit ihm und seiner Bewegung, könnten die Römer einen Vorwand haben, um einzugreifen und um durchzugreifen. Deswegen muss er weg: Rom gegenüber aus politischem Kalkül, und aus der Perspektive der Religion, weil er die Einheit des Glaubens und des Volkes gefährdet.

Il sommo sacerdote Caifa è deciso di sacrificare Gesù per il bene di tutti. Parla, spinto da un interesse di carattere puramente politico, di ragion di stato. L’evangelista Giovanni invece vede la morte di Gesù con gli occhi della fede: Questa morte è la via scelta perché il volto di Dio-Amore si sveli dinanzi a tutti gli uomini, che in quel momento ritroveranno la via dell’unità.

Questa celebrazione vuol essere espressione di una decisione: di una decisione per Gesù, che muore per il suo popolo e che rimane presente in mezzo al suo popolo, anche attraverso i diversi servizi dei quali la comunità ecclesiale ha bisogno.

Il ministero del lettore, che in questa celebrazione viene conferito a Mauro Ughetto, ci ricorda che siamo Chiesa sotto la Parola di Dio. È una Parola che rialza e consola; una Parola che ci interpella e spesso ci mette anche in discussione; una Parola che non ci lusinga; una Parola che spesso ci inquieta e che ci pone davanti a uno specchio. È la Parola di Dio in parole umane, come ha espresso in modo incisivo il Concilio Vaticano II. Dio si rivela usando il linguaggio e i condizionamenti storici umani, proprio come Gesù, il Verbo che si è fatto carneSi tratta di saper riconoscere, nella sinfonia dei 73 scritti biblici, l’unica Parola di Dio rivolta a noi uomini.

Caro Mauro, ti auguro di essere ascoltatore fedele e sensibile della Parola e che tu possa crescere così nella fede e nel servizio.

Caro Flaviano, sul tuo cammino verso il diaconato permanente oggi sarai istituito accolito. Tra poco ti dirò: «Ricevi la patena con il pane e il calice con il vino per la celebrazione dell’Eucaristia. La tua vita sia degna di servire la mensa del Signore e della sua Chiesa». Questo ministero è anzitutto un compito per te: crescere sempre più nella comprensione del mistero dell’Eucaristia. La comunione che potrai distribuire non è una “cosa”, ma un incontro personale con il Signore vivente, che ci rende, come Chiesa, suo corpo. Vivi questa comunione, questa unità! Non sei incaricato anzitutto di fare qualcosa, ma di vivere una relazione e di portare questa relazione sacramentale alle persone.

Liebe Seminaristen Augustino, Ditrick, Jordan, Madhu, Oscar, Reuben und Vicent, heute nehme ich euch im Namen eurer Heimatbischöfe offiziell unter die Kandidaten für die Diakonen – und Priesterweihe auf. Ihr sagt vor uns allen euer “adsum”, euer “Hier bin ich”. Das bedeutet: Ihr versprecht, euren Weg weiterzugehen, in Freiheit und Überzeugung, in Ernsthaftigkeit und Verantwortung, und ihr möchtet einmal der Kirche dienen als Priester. Wir alle beten zusammen mit euch, dass euer Leben gelingt und dass ihr zu einem Segen werdet für viele. Niemand wird für sich geweiht. Das Weihesakrament ist kein persönliches Recht. Niemand von uns hat ein Recht auf die Weihe. Das Weihesakrament ist auch kein persönlicher Besitz und auch keine persönliche Auszeichnung. Es ist ein anvertrauter Dienst zum Aufbau der Kirche. Es geht um das Handeln Jesu selbst: Er will durch den sakramentalen Dienst, der in seinem Namen ausgeübt wird, Menschen ansprechen, erreichen und heiligen. 

Liebe Seminaristen, ich lege euch die Überzeugung von Papst Leo XIV. ans Herz, die er in seiner Botschaft zum kommenden Weltgebetstag um geistliche Berufe am 26. April dieses Jahres so formuliert hat: Eine Berufung ist „kein statisches Ziel, sondern ein dynamischer Reifungsprozess“ – und auch „kein unmittelbarer Besitz, nichts, was ein für alle Mal ‚gegeben‘ ist. Sie ist vielmehr ein Weg, der sich ähnlich entwickelt wie das menschliche Leben, bei dem die empfangene Gabe nicht nur bewahrt, sondern auch durch eine tägliche Beziehung zu Gott genährt werden muss.“

Cari confratelli, fratelli e sorelle tutti, questa celebrazione del conferimento del lettorato e dell’accolitato e dell’ammissione dei nostri seminaristi agli ordini sacri sia per tutti noi un invito concreto a metterci sotto la Parola di Dio e a vivere la nostra vocazione cristiana con serenità, ma anche con impegno e serietà. Domani entriamo nella celebrazione della Settimana Santa. Questa settimana centrale della nostra fede sia per tutti noi uno stimolo a seguire Gesù nella sua Chiesa.