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Comunicati 2026

Addio a don Josef Gelmi

Stamattina (3 agosto) è spirato a Bressanone don Josef Gelmi. Lo storico della Chiesa altoatesina aveva 89 anni, il funerale si svolgerà venerdì 7 a Bressanone.

Josef Gelmi, deceduto stamattina a Bressanone,era nato il 17 maggio 1937 a Cavalese. Ordinato sacerdote il 29 giugno 1961 a Bressanone, è stato per un anno educatore al Vinzentinum. Dal 1962 al 1966 ha svolto l’incarico di cooperatore a Cortina e poi per un anno a Bolzano/Regina Pacis. Dal 1967 al 1973 si era dedicato agli studi a Roma. 

Tornato in Alto Adige, dal 1973 al 2007 don Gelmi è stato professore di storia della Chiesa allo Studio Teologico Accademico di Bressanone e autore di oltre 40 libri sulla storia dei pontefici e sulla storia ecclesiastica del Tirolo. Nel 1998 è stato nominato presidente del Palazzo Vescovile di Bressanone, fondazione che riunisce Museo diocesano e Archivio diocesano, incarico mantenuto fino al 2017. Dal 2016 don Gelmi era anche canonico del Capitolo della Cattedrale di Bressanone.

Il funerale di don Josef Gelmi si terrà venerdì 7 agosto alle 17 nel duomo di Bressanone. Lo storico sarà sepolto nel cimitero brissinese sotto l’arcata dedicata al Seminario maggiore.

Il vescovo Ivo Muser definisce Josef Gelmi “uno storico della Chiesa con anima e corpo, un amico delle persone, che ha sempre cercato l’armonia e non la polarizzazione. Ho il ricordo di una persona piacevole.” A fine luglio il vescovo aveva fatto visita al professor Gelmi a Bressanone: “Mi ha raccontato di aver trascorso a Roma i giorni più belli della sua vita. Una città che conosceva a memoria.” La sua missione è stata la storia della Chiesa: “Gelmi era uno storico a tutto tondo – conferma il vescovo – e ha sempre ringraziato la diocesi per avergli permesso di fare del suo hobby il suo lavoro. Ha insegnato la storia mai come una scienza: il suo era amore per la Chiesa. Era più che mai convinto che ‘Dio può scrivere dritto anche su righe storte.’ Allo stesso tempo, non ha mai nascosto gli errori commessi nella storia della Chiesa.” Ma in particolare, conclude Muser, il professor Gelmi “ha saputo approfondire e riconoscere l’attività di pacificazione svolta dalla Chiesa e anche il contributo della Chiesa in Alto Adige, fin dentro le questioni sociali.”

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