Di seguito il testo del messaggio augurale del vescovo in occasione dell’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
“Con le gare di biathlon ad Anterselva i Giochi olimpici invernali 2026 sono ormai alle porte anche nella nostra terra. Per la prima volta l'Alto Adige è luogo di incontro di atleti, delegazioni sportive e visitatori che arrivano da tutto il mondo per partecipare al più grande evento sportivo.
Le Olimpiadi vivono della competizione, ma dietro c'è qualcosa di più: l'incontro che supera i confini, il rispetto reciproco, la stima per le prestazioni degli altri. In un'epoca in cui tante cose dividono, è un segno di speranza quando le persone fanno comunità in pace, fraternità universale e condivisione.
Lo sport ci ricorda che la resistenza, la concentrazione e lo spirito di squadra non sono richiesti solo sulle piste innevate e al poligono di tiro. Ciò che conta è come affrontiamo le vittorie e le sconfitte: nelle competizioni sportive come nella vita. Chi dimostra coraggio, riconosce i propri limiti e si apre alla dimensione del bene comune, dà un esempio che va ben oltre lo sport.
Come territorio ospitante abbiamo una responsabilità: quella di relazionarci con rispetto reciproco, di curare l’unicità del nostro ambiente naturale, di accompagnare tutti coloro che vivono questi giorni ad Anterselva e più in generale in Alto Adige. L'idea olimpica ci invita a costruire ponti che superino le differenze: non solo per la durata dei Giochi ma per la vita.
Auguro a tutti i partecipanti gare appassionanti, confronti leali, esperienze che sappiano arricchire e un cuore aperto che ci unisca oltre i Giochi olimpici.”
