Ci troviamo nel cimitero più grande della nostra provincia. Anche in molti altri luoghi, da noi e in tutto il mondo, oggi i cimiteri si riempiono di persone.
Facciamo memoria dei nostri defunti, ricordiamo i loro volti, le loro voci e le esperienze vissute insieme. Alcuni ci hanno lasciato da poco, altri già molti anni fa. Ma l’amore che ci unisce a loro rimane. Per questo, un cimitero non è soltanto un luogo di morte, ma anche un luogo di vita che ha lasciato le sue tracce.
Nella solennità di Tutti i Santi, in questa Pasqua dell’autunno, celebriamo la speranza che la nostra vita non finisca con la morte. Gesù dice: “Io sono la risurrezione e la vita”. Questa parola non risponde a tutte le nostre domande, ma ci offre una promessa: la morte non ha l’ultima parola. L’amore di Dio è più forte della nostra caducità e possiamo confidare nel fatto che, anche nella morte, siamo custoditi nelle sue mani.
1. Der Frieden beginnt im Herzen
Wenn wir heute und morgen auf unseren Friedhöfen der Verstorbenen gedenken, denken wir auch an den Frieden, den wir selbst brauchen. Vielleicht tragen wir ungesagte Worte, ungelöste Konflikte oder schmerzhafte Erinnerungen in uns. Der Tod macht manches endgültig; nicht alles lässt sich nachholen oder wiedergutmachen.
Friedhöfe laden uns ein, den ersten Schritt zum Frieden zu wagen: mit anderen, mit einer schmerzhaften Erinnerung, mit uns selbst.
Frieden bedeutet nicht, Unrecht zu leugnen oder Leid zu verharmlosen. Er beginnt dort, wo wir uns nicht dauerhaft von Hass, Bitterkeit, negativen Gefühlen und Vergeltung bestimmen lassen.
Dieser persönliche Frieden ist eng mit dem Frieden in der Welt verbunden. Angesichts von Kriegen, zerstörten Städten, trauernden Familien und Kindern, die ihre Eltern verlieren, fällt es schwer, von Frieden zu sprechen. Seit Jahren geht es um den furchtbaren Krieg in der Ukraine. Es wird viel mehr über den Sieg geredet als über Wege zum Frieden. Die Zerstörung ist enorm. Es wird Generationen brauchen, um den Hass zwischen den Brüdervölkern zu überwinden. Und im Gaza – Streifen, im Heiligen Land: da herrscht offiziell Waffenruhe. Und was Tag für Tag geschieht, ist himmelschreiende Gewalt!
Hier auf diesem Friedhof, wo Menschen unterschiedlicher Herkunft, Sprache und Lebensgeschichte ruhen, wird deutlich: Wir alle sind verletzlich und sehnen uns nach Liebe, Geborgenheit und Frieden.
Wer der Toten gedenkt, darf sich deshalb nicht mit dem Unfrieden der Lebenden abfinden. Frieden beginnt im Kleinen: in unseren Familien, Nachbarschaften und Begegnungen. Er wächst, wo wir zuhören, Unterschiede aushalten, Versöhnung ermöglichen und niemanden auf seine Herkunft, Meinung oder Schwäche reduzieren.
2. Vivere con dignità – morire con dignità
La commemorazione dei defunti ci conduce anche alla difficile questione di come affrontiamo la fine della vita. L’accompagnamento nel morire, le possibilità della medicina, la volontà del paziente, i limiti di ciò che è possibile fare, il suicidio assistito e l’autodeterminazione nel fine-vita sono temi che impegnano la nostra società.
Dietro queste domande ci sono persone concrete: malati gravi e anziani, persone che temono il dolore e la dipendenza dagli altri, familiari preoccupati e operatori sanitari che accompagnano chi sta morendo.
Non dobbiamo affrontare queste questioni con giudizi affrettati né dare risposte semplicistiche. Dobbiamo prendere sul serio chi soffre, ascoltare le sue paure e rispettarne la dignità. Nessuno deve avere la sensazione di essere un peso perché è anziano, malato o dipende dall’aiuto degli altri.
La nostra fede cristiana ci ricorda che ogni persona, anche nella fragilità, nella dipendenza dagli altri e nella malattia, è portatrice di una dignità inalienabile. Questa dignità non dipende né dalle prestazioni e dall’autonomia personale, né dalla quantità di gioia che una persona riesce ancora a provare. Si fonda sul fatto che ogni essere umano è amato da Dio.
Per questo abbiamo bisogno di una cultura che non lasci nessuno solo: un’assistenza medica di qualità, cure attente e premurose, un accompagnamento affidabile attraverso gli hospice e le cure palliative, e persone capaci di donare tempo e vicinanza.
Non tutte le sofferenze possono essere eliminate. Ma possiamo alleviare il dolore, prendere sul serio le paure, sostenere i familiari e far sentire a chi sta morendo: non sei dimenticato, non sei inutile, sei importante per noi.
Una società veramente umana si riconosce soprattutto dal modo in cui tratta le persone più vulnerabili.
3. Was bleibt – und was trägt?
Was bleibt von einem Menschen? Erinnerungen, prägende Worte, Gesten der Güte und Spuren in den Herzen anderer.
Für uns Christen bleibt darüber hinaus die Hoffnung, dass Gott keinen Menschen vergisst. Er kennt unser Unvollendetes, unsere Fehler und Wunden ebenso wie unsere Liebe und Sehnsucht. Bei ihm sind wir geborgen, nicht weil wir alles richtig gemacht haben, sondern weil seine Barmherzigkeit größer ist als unsere Grenzen.
Was sollen die Menschen einmal über mich sagen? Dass ich recht behalten, viel besessen oder erreicht habe? Oder dass ich für andere da war, Frieden gestiftet und Menschen in ihrer Schwäche nicht allein gelassen habe? Dass andere durch mich erfahren durften, was es heißt, angenommen und geliebt zu sein?
Die Erinnerung an unsere Verstorbenen soll unseren Blick nicht nur zurücklenken. Sie soll uns helfen, bewusster zu leben: dankbarer, hoffnungsvoller und menschlicher. Am Ende müssen wir alles loslassen. Doch wir dürfen darauf vertrauen, dass das, was aus Liebe geschehen ist, nicht verloren geht.
Care sorelle e cari fratelli, oggi siamo qui con il nostro dolore, le nostre domande e la nostra speranza.
Chiediamo a Dio la pace per i nostri defunti, la pace per tutti coloro che soffrono a causa della guerra e della violenza, e saggezza e compassione nell’affrontare la malattia, il morire e la morte.
Chiediamogli la forza di sostenerci gli uni gli altri, soprattutto quando la vita diventa difficile e le sole parole non sono più sufficienti.
Il modo migliore per onorare e ricordare i nostri defunti è dedicare la nostra vita a chi è ancora tra noi: una vita fatta di rispetto, dignità e pace.
