Il Foedus Sacerdotale Bauzanense-Brixinense, istituito nel 1553 nel duomo di Bressanone e oggi guidato dal cancelliere diocesano don Fabian Tirler, è una forma di comunità sacerdotale che promuove la solidarietà e le relazioni fra il clero altoatesino e quello tirolese. L’associazione ha la sua sede in duomo presso l’altare della Trasfigurazione, fatto costruire dagli stessi membri del Fœdus Sacerdotale.
“Sono particolarmente lieto di questa celebrazione – ha esordito l’arcivescovo Dal Toso – che mi permette di esprimere anche il mio legame con la diocesi e con il Foedus Sacerdotale. Il Foedus stesso è una testimonianza del fatto che l’ordinazione sacerdotale, oltre al servizio ai fedeli, comporta anche una coesione interiore tra i sacerdoti. Vogliamo sempre difendere questa unità, che non viene meno nonostante la diversità delle persone e dei compiti. La festa odierna intende mettere chiaramente in luce tale unione.”
Nell’omelia il nunzio apostolico ha richiamato “all’adorazione e alla glorificazione dell’Agnello che Paul Troger ha dipinto nella volta della nostra cattedrale di Bressanone, proprio sopra le nostre teste: questo Agnello è Gesù risorto, che si è offerto innocente, ma che alla fine dei tempi mostrerà in pienezza la sua potenza e la sua gloria.” E proprio di fronte alla sofferenza e alla rinuncia, ha aggiunto l’arcivescovo, “abbiamo bisogno, come gli apostoli, dell’esperienza della risurrezione. Nel nostro cammino di sequela di Cristo non dobbiamo quindi dimenticare ciò che è fondamentale: questo Agnello, che è stato immolato, è ora nella luce della glorificazione, è risorto.”
Riconoscere la potenza della risurrezione, ha sottolineato infine monsignor Dal Toso, significa anche diventarne testimoni: “E il nostro mondo ha ancora bisogno di questi testimoni. Se guardiamo intorno a noi, vediamo quanta sofferenza ci sia nel mondo: sofferenza palese ma anche sofferenza nascosta. Cosa possiamo offrire noi, come sacerdoti, all’uomo di oggi, in risposta alla sofferenza, al male, alla morte, se non la risurrezione di Cristo, di cui siamo testimoni? La Trasfigurazione del Signore è un’anticipazione della sua risurrezione, che è però il fulcro della nostra fede e della nostra speranza.”
Dopo il rito, nel Seminario maggiore è stato presentato il libro storico in lingua tedesca dedicato a canonici e cappellani della cattedrale di Bressanone succedutisi nel corso di sette secoli (1215-1808), scritto dalla direttrice dell’Archivio diocesano Erika Kustatscher.


