Al centro delle giornate di formazione è stata posta la questione di come fede, comunità e vita ecclesiale possano rimanere vive in un tempo in cui molte persone si allontanano dalla Chiesa. Il relatore ospite Rolando Covi, teologo di Trento, ha evidenziato come la ricerca di senso e di appartenenza continui a caratterizzare la vita delle persone, nonostante i profondi cambiamenti della società. La Chiesa – ha affermato – è chiamata soprattutto ad ascoltare con attenzione, a promuovere nuove forme di incontro e a essere presente là dove le persone cercano sostegno e orientamento.
Non battitori liberi: i sacerdoti come parte di una squadra
Nel confronto è stata riletta anche la figura del sacerdote e dell’operatore pastorale: non più come singolo che agisce da solo, ma come parte di una comunità corresponsabile, insieme alle persone impegnate nella parrocchia. La parrocchia non va intesa come un’istituzione rigida, ma come uno spazio vivo di incontro, in cui persone di generazioni diverse possano ritrovarsi, dialogare e sostenersi reciprocamente.
Vescovo Muser: “camminare insieme”
“Una Chiesa credibile è una Chiesa che sa ascoltare, che si apre alle persone e non resta ancorata a schemi del passato. Il nostro compito è camminare insieme, accogliere i cambiamenti ed essere presenti ovunque le persone cerchino accompagnamento e speranza”, ha affermato il vescovo Ivo Muser.
Un aspetto centrale della formazione è stato anche lo scambio aperto tra i sacerdoti: esperienze diverse sono state condivise, le sfide nominate con chiarezza e sono stati cercati insieme percorsi per mantenere anche in futuro una Chiesa vicina alle persone.
Nessuna soluzione rapida
Al termine dell’incontro è emersa una consapevolezza comune: non esistono soluzioni immediate, ma molti approcci promettenti e una chiara disponibilità a continuare a costruire la Chiesa come comunità in cammino, con apertura, dialogo e attenzione all’essenziale.
