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Coronavirus e le misure della Diocesi: risposte alle domande più frequenti

Aggiornamento: 24 marzo 2020 | Vicario generale Eugen Runggaldier: "Nel contesto delle misure contro la diffusione del Covid-19 numerosi sacerdoti e laici si sono rivolti alla Curia vescovile per avere informazioni più dettagliate. Non è stato possibile rispondere a tutti singolarmente e pertanto con questa nota il vicario generale Eugen Runggaldier si sofferma sulle domande più frequenti, non senza aver prima invitato a rispettare in modo rigoroso le misure di prevenzione. Come comunità ecclesiale di credenti, soprattutto per solidarietà verso le persone anziane e malate, vogliamo fornire il nostro contributo per contenere la diffusione del virus."

È stato fatto l’appello pressante ad uscire dalla propria abitazione solo per buoni motivi. Le chiese restano tuttavia aperte secondo i normali orari e possono essere visitate per la preghiera personale al di fuori degli orari delle messe.

 

Come già comunicato, sono sospese tutte le messe in chiese e cappelle. Il provvedimento riguarda celebrazioni eucaristiche, liturgie della parola, adorazioni, via crucis, rosario recitato comunitariamente, battesimi, funerali, processioni, ecc.

Le prime comunioni, che in molte località vengono festeggiate nella domenica in albis, possono svolgersi come previsto, a patto che per quella data sia nuovamente consentito celebrare messa. Fino ad allora i genitori sono invitati a farsi carico della preparazione alla prima comunione. Gli incontri di gruppo annullati dei bambini della prima comunione andranno recuperati.

 

La Conferenza episcopale italiana ha emanato disposizioni per la celebrazione dei riti della Settimana Santa. Sono riportate anche nella comunicazione della Diocesi e si rivolgono in particolare ai sacerdoti che celebrano la Santa Messa: Sito web

Le prime comunioni, che in molte località vengono festeggiate nella domenica in albis, possono svolgersi come previsto, a patto che per quella data sia nuovamente consentito celebrare messa. Fino ad allora i genitori sono invitati a farsi carico della preparazione alla prima comunione. Gli incontri di gruppo annullati dei bambini della prima comunione andranno recuperati.

 

Il vescovo ha invitato i sacerdoti a celebrare quotidianamente l’eucarestia. Nella preghiera sono vicini a tutta la comunità parrocchiale, soprattutto i malati. Questa celebrazione deve avvenire a porte chiuse, poichè vanno evitati assembramenti di persone. Quando possibile, la santa messa va trasmessa attraverso l’emittente parrocchiale, in modo che i fedeli possano partecipare via radio alla messa nella propria parrocchia. Inoltre i fedeli possono seguire la messa attraverso altre emittenti radiofoniche, la televisione o via Internet.

Celebrazioni eucaristiche all’aperto, anche con i fedeli alla distanza di sicurezza di un metro, non sono possibili, in quanto sono vietati gli assembramenti.

Nelle prossime domeniche i fedeli sono invitati a partecipare alla celebrazione eucaristica attraverso le emittenti diocesane e parrocchiali, altre radio, televisioni o via Internet. Vengono inoltre invitati a leggere assieme, in casa, le letture della domenica e a pregare assieme.

 

Il feretro del defunto non deve più essere esposto in casa, bensì nell’apposita cappella del cimitero o nella vicinanza della chiesa parrocchiale. Il luogo in cui il feretro del defunto è custodito sarà aperto negli orari consueti. Va evitato che si radunino grandi gruppi di persone per recitare assieme il rosario, che invece può essere recitato dalle persone in lutto a casa in famiglia o individualmente. Sul luogo di esposizione del feretro è sempre richiesto alle persone il rispetto della distanza di un metro una dall’altra. Va evitata l’aspersione della bara con l’acqua santa. Le persone sono invece invitate a fare il segno della croce e chinarsi davanti alla bara.

La cerimonia delle esequie avviene al cimitero. Allo scopo è stato elaborato un sussidio disponibile sulla homepage della Diocesi. La cerimonia deve essere breve. Le campane devono suonare. Partecipano alla cerimonia solo i parenti stretti, che devono mantenere una distanza di un metro uno dall’altro. Gli altri partecipanti al lutto pregano da casa, in particolare al rintocco delle campane che annunciano lo svolgimento del commiato al cimitero. Anche per la preghiera in casa è disponibile un sussidio sulla homepage della Diocesi. Chierichette e chierichetti non devono partecipare alle esequie. Solo la persona che presiede la cerimonia asperge la bara con l’acqua santa. Gli altri presenti prendono commiato dal defunto con il segno della croce e chinandosi davanti alla bara.

Si possono visitare a domicilio le persone gravemente malate che abbiano chiesto la comunione, l’unzione degli infermi o di ricevere il sacramento della riconciliazione. Comunque, anche in questi casi, va rispettata per quanto possibile la distanza di un metro tra i presenti.

 

Il sacramento della riconciliazione continua ad essere celebrato. Tuttavia va osservata la distanza minima di un metro tra la persona che si confessa e il sacerdote. Va evitato che il sacramento venga celebrato in un confessionale scarsamente arieggiato. In alternativa il sacramento può essere celebrato nei banchi della chiesa nel rispetto della necessaria riservatezza.

Una nota a firma del vescovo Ivo Muser e del vicario generale Eugen Runggaldier chiarisce per sacerdoti e fedeli le condizioni in merito alla confessione, all’assoluzione generale e all’indulgenza plenaria riferita a quanti sono alle prese con il Covid-19: sito web

 

Nel rispetto assoluto della distanza di un metro tra le persone presenti, le più importanti strutture caritative restano aperte. Non deve infatti accadere che i membri più deboli della società debbano soffrire ancora più degli altri per l’attuale situazione di eccezionalità.

Sacerdoti, diaconi e operatori di altri servizi ecclesiali devono preoccuparsi della loro tutela personale. Ciò significa che vanno rispettate le prescrizioni in materia di igiene e mantenuta la distanza di un metro da tutte le altre persone. Nel caso non si sentissero bene, non devono per nessun motivo svolgere i servizi, bensì restare a casa per evitare un possibile contagio ad altri.