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Iniziative

„Ero affamato, senza dimora, assetato, e nudo...” – „Il Signore ha ascoltato il grido dei poveri”. La missione non può non vedere la povertà e la miseria. Quando è in gioco la dignità della persona, la missione deve collaborare per cambiare situazioni sociali e strutture ingiuste. Deve essere testimone dell’Amore. Il sostegno dello sviluppo e l’impegno a favore dei bisogni fondamentali dell’uomo non toglie nulla alla priorità assoluta che ha l’annuncio della Parola di Dio. Si sottolinea soltanto il fatto che la felicità dell’uomo ha anche una dimensione materiale, che la salvezza è possibile e che il Vangelo si occupa di tutta la persona. 
La raccolta della Quaresima serve principalmente per sostenere progetti di sviluppo.

 

Il missionario come messaggero della Buona Novella è alla base dell’evangelizzazione. Come svolgere i compiti quotidiani, come far arrivare a destinazioni gli aiuti umanitari, come portare in ospedale gli ammalati, come sostenere un volontario, se una parrocchia in missione è grande quanto tutto il nostro territorio? La macchina, la moto, la bicicletta, la barca diventano un mezzo di trasporto indispensabile per i sacerdoti, le suore, i volontari ecc. 
Per aiutare i missionari a procurarsi i vari mezzi di trasporto, un gruppo di cristiani austriaci ha fondato l’azione san Cristoforo. Già nel 1965 la diocesi di Bolzano-Bressanone ha fatto propria quest’iniziativa, che negli ultimi anni si è sviluppata diventando una parte importante del nostro lavoro. 
L’azione non si limita alla raccolta di fondi, ma punta alla sensibilizzazione degli automobilisti. La domenica di san Cristoforo (generalmente l’ultima di luglio) vorrebbe far riflettere su tre punti: 

  1. La gratitudine per i viaggi senza incidenti 
  2. Solidarietà con i messaggeri del Vangelo
  3. La nostra responsabilità morale sulle strade 

Le sfilate dei Tre Re Magi, i giochi dei Tre Re Magi e il canto dei Tre Re Magi hanno caratterizzato ed arricchito la tradizione cristiana attraverso i secoli. Di tutte queste usanze è rimasta viva fino al presente solo quella del canto dei Magi meglio conosciute come i "Cantori della Stella" - La fondamentale importanza della presenza dei Tre re Magi nella storia della Cristianità, trova la sua espressione popolare in numerose rappresentazioni sceniche e leggendarie. Nel Vangelo di Matteo si fa cenno ai Magi dall'Oriente che seguendo una Stella cercavano il salvatore. I loro doni: oro, incenso e mirra erano doni regali. Questo racconto fu poi ampliato con aggiunte varie nei Vangeli .. e nelle numerose leggende. Nell'anno 354 con lo spostamento della Festa della Nascita di Gesù dal 6 gennaio al 25 dicembre si presentò la possibilità di onorare pure la Festa dei Tre Re Magi. la trasposizione della dizione "Magi" in Tre Santi Re seguì solo nel 3° secolo. I nomi a noi tramandati di Kaspar - Melchior - Balthasar) (Gaspare - Melchiore - Baldassare) sono poi del 6° secolo ed hanno un significato simbolico. "Kaspar" è originario dalla Persia e significa "Maestro (o custode) del tesoro". "Melchior" viene dall'ebraico e vuol dire "Il mio Re è luce". Il babilonico "Balatsu - nar" tradotto è: "Proteggi la sua vita." Significativo è anche che i Tre Re simboleggiano anche le tre stagioni della vita: gioventù, maturità e senilità. - Dal medio evo ad oggi si è intensificata la pregnanza della Festa dei tre Re Magi tanta da essere invocati patroni nella malattia, contro il fuoco e contro i furti. sono validi anche come patroni dei viaggiatori o viandanti.- rappresentazioni sceniche a contenuto religioso furono tipiche del medio Evo e così il tema dei Tre Re fu oggetto anche di diversi giochi. Il Canto dei Tre Re o meglio i "Cantori della Stella" secondo alcune teorie non sono la tradizione diretta di questi giochi medievali ma piuttosto di un'usanza del 16° secolo che si è poi diffusa rapidamente in tutto il continente, studenti in particolare stato di bisogno, ricevettero da consiglieri comunali ed amministratori provinciali particolari privilegi. In riconoscimento, come ad esempio il cantore in occasioni particolari nei giorni festivi e feriali all'aperto: il giorno dei Re magi era peraltro uno di questi. Probabilmente il canto per il Nuovo Anno già precedentemente in uso fu trasportato alla festa dei Re magi e le origini sono da ricercare in usanze pre-cristiane. Tre scolari travestiti da Re, quasi sempre accompagnati da un maestro, andavano di via in vicolo chiedendo un dono - ed il requisito più importante - la stella - non poteva assolutamente mancare. Ben presto non furono più solo gli scolari a curare questa usanza ma ci furono veri e propri gruppi di cantori della stella in viaggio e su distanze lunghe, tuttavia tra la popolazione si diffuse di più verso il 17esimo secolo. Durante la guerra dei 30 anni furono soldati fuori servizio e i senza lavoro che si improvvisarono Cantori della Stella cosicché nella tradizione popolare passò subito il detto (rimato in tedesco):"I Tre Re Magi con la loro stella - Mangiano e bevono e non pagano (il loro debito)". L'usanza fu così malintesa e proibita oppure tollerata con un permesso particolare. Simili difficoltà ed il pensiero prevalente di tagliare le tradizioni prevalsero da più parti su questa usanza ed anche nel nostro secolo si dovette fare i conti con le prese di posizione politiche e socioculturali; però grazie alla tenacia di alcuni Parroci la tradizione dei cantori è sopravissuta ed anche ha ritrovato nuova efficacia.
 
La storia dei "cantori della stella"
L'inizio fu molto modesto. A conclusione dell'anno mariano 1954 la gioventù cattolica austriaca pensò di portare una staffetta luminosa da Lourdes attraverso tutta l'Austria e la MIVA (= ) mise a disposizione una jeep. Quando si trattò del pagamento di questa attività il fondatore della MIVA Karl Kumpfmüller propose un'idea innovativa: invece di pagare direttamente il noleggio della jeep la gioventù cattolica doveva andare a cantare con la Stella e raccogliere offerte per le Missioni. La vecchia usanza dei cantori fu così abbinata all'ideale missionario e di sostentamento per lo sviluppo. Con il suo leggendario incitamento "Ragazzi, fate qualcosa!" Kumpfmüller riuscì a motivare i Cantori della Stella che per alcuni anni fu privilegio esclusivo dell'Azione Cattolica maschile. Le ragazze che volevano naturalmente contribuire a questa finalità organizzarono mercatini natalizi e rappresentazioni teatrali a tema. Obiettivo della prima attività fu l'acquisto di una moto per le missioni"; il grande successo permise subito la realizzazione di ben altre moto per i missionari. Da allora questa attività è continuamente cresciuta e dal finanziamento di un mezzo di trasporto si è passati al sostentamento di interi progetti missionari. A tutt'oggi la MIVA ottiene un contributo dal denaro di questa attività; dato il continuo aumento del ricavo fu necessario provvedere ad una specifica amministrazione e tutela del Progetto. Nel 1961 il gruppo coordinatore della gioventù cattolica austriaca decise per la prima volta alcune direttive per questa Azione che furono poi riformulate ed adattate nel 1970, nel 1975 e nel 1988.
 
In tutto l'Alto Adige, con lo slogan: "Aiuta sotto la buona Stella" si mettono in movimento circa 6000 bambini curati ed accompagnati da benemeriti collaboratori e collaboratrici. Il messaggio incisivo e convincente di questa azione si attua nell'incontro tra persone (che vanno e che accolgono) quando i bambini travestiti da Tre Santi re vanno di casa in casa per portare le lieta novella della Nascita del Bambino Gesù. Per molte famiglie del Sudtirolo questa visita è parte integrante della Festa di Natale. 
Dall'altro lato in questa azione si evidenzia anche la tensione mondiale alla collaborazione con i partner di questi progetti che favoriscono l'incontro "da Uomo a uomo" (interpersonale) ai collaboratori e chiaro di avere di fronte Partners con gli stessi diritti dai quali è possibile imparare tanto!