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Giornata Missionaria Mondiale

Domenica 23 ottobre 2022 fermiamoci a riflettere su cosa significa essere oggi “missionari”, preghiamo per le missioni e per quanti sono impegnati a portare il Vangelo nelle zone più povere del mondo. E rendiamo concreta la nostra preghiera aderendo alla colletta che – dal 1926 – si tiene in tutte le parrocchie e comunità cattoliche del mondo. Le offerte raccolte serviranno a finanziare progetti nelle 1.100 Chiese locali più povere, che hanno ancora bisogno di aiuto per raggiungere la piena autonomia.

Il manifesto e il materiale informativo che l’Ufficio missionario diocesano ha preparato per la Giornata Missionaria Mondiale 2022 è disponibile su questo sito  o presso la segreteria di Missio, Centro pastorale, piazza Duomo 2, tel. 0471 306213 (missio(at)bz-bx.net).

"Di me sarete testimoni" (At 1,8)

Bolzano, 19 settembre 2022


Caro parroco, cari collaboratori parrocchiali, cari membri del consiglio pastorale parrocchiale,

il 23 ottobre si celebra la Giornata Missionaria Mondiale, un appuntamento che ci invita, anche quest’anno, a guardare al di là dei nostri problemi e delle nostre difficoltà. Come parrocchie e diocesi abbiamo ogni giorno le nostre sfide, ma la Chiesa non è solo all’interno dei confini delle nostre realtà. Siamo una comunità di credenti che abbraccia tutta la terra.

Due secoli fa Paoline Jaricot, che a maggio è stata proclamata beata, ha invitato i fedeli a donare “una preghiera al giorno e una moneta alla settimana” per la Chiesa nel mondo. Da così poco sono nate le Pontificie Opere Missionarie, che garantiscono il sostentamento alle 1.100 diocesi più povere del mondo.

Nella Giornata Missionaria Mondiale vi invito, cari sacerdoti e collaboratori parrocchiali, ad includere nelle vostre preghiere i problemi delle tante Chiese sorelle: molti credenti in Africa si riuniscono sotto un albero perché non hanno né una cappella né altre strutture; molti credenti in Asia rischiano la vita perché professano Cristo; molti credenti in Sud America lottano contro la corruzione e i grandi mali sociali degli uomini. I problemi della gente non sono solo la povertà e la fame, la mancanza di denaro per l’istruzione scolastica e le visite mediche, ma sono anche grandi sfide dai mille volti.

Nella Giornata Missionaria Mondiale desideriamo portar tutte queste preoccupazioni davanti al Signore e invitare i fedeli a fare un’offerta per “essere testimoni di Gesù” (Papa Francesco) e per mostrare solidarietà verso le nostre Chiese sorelle. Grazie!

Cordiali saluti


Dr. Irene Obexer Fortin
Direttrice di missio Bolzano-Bressanone

Ottobre missionario 2022: "Di me sarete testimoni"

Spunti di riflessione sui Vangeli della domenica di P. Junmar Maestrado SVD

Quello che i discepoli hanno chiesto a Gesù è qualcosa di buono. Hanno chiesto: “Rafforza la nostra fede!”. Anche noi, come discepoli di Gesù oggi faremmo bene a pregare in questo modo: “Rafforza la nostra fede!”

Quand’era ancora in vita, Gesù ha dato un incarico speciale agli apostoli: andare ad annunciare il suo nome e la sua buona notizia. Ed in seguito andranno “in tutto il mondo”, in tutti i Paesi e in tutti gli ambiti della vita delle persone, per proclamare il messaggio di Gesù.

“Andate da tutti i popoli” è la missione fondamentale di Dio, a cui ogni cristiano è chiamato. Ho bisogno di una fede solida per poter dare agli altri delle risposte alle loro domande e per non dubitare della mia fede di fronte a questioni delicate che possono farmi vacillare, perché non ho un punto di vista fermo. In questo processo di conoscenza di Dio e di crescita nella fede, Dio desidera aiutarmi. Gesù mi sta accanto e mi dà la saggezza quando gliela chiedo. E dona a ogni cristiano il suo Spirito Santo che dà le parole giuste al momento giusto, soprattutto nelle conversazioni sulla fede (Mc 13,11).

Quando Gesù disse ai suoi discepoli di partire, non intendeva che ciascuno di loro doveva lasciare Israele. No, Gesù ha sottolineato molto chiaramente dove i discepoli dovevano iniziare la loro opera missionaria: “Di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8). Quando Gesù pronunciò queste parole si trovava a Gerusalemme con i suoi discepoli. Egli li spronò a raccontare agli altri la sua vita, la sua sofferenza, la sua morte e la sua risurrezione là dove si trovavano: a Gerusalemme.

Gesù sapeva che alcuni dei suoi discepoli sarebbero andati lontano per seguire la sua missione. Ma non ha chiesto loro di salire su una barca per andare tutti insieme “fino ai confini della terra”. Il vero cuore della missione risiede nella fedeltà e nel desiderio dei discepoli di far conoscere il Vangelo alle persone. Anche tu puoi partecipare attivamente al mandato missionario, anche se non sei missionario in terra straniera. Come i discepoli che si trovavano a Gerusalemme e condividevano il Vangelo con i loro vicini e amici, così ognuno può servire fedelmente Dio là dove ci ha posto.

La preghiera è la fonte di forza per Gesù e i suoi discepoli. Egli ammonisce i suoi discepoli a pregare sempre e incessantemente. La preghiera è potere e la preghiera è forza. Ciò che Gesù ha detto ai suoi discepoli vale anche per noi oggi. Pregare non è semplicemente un qualcosa da fare, ma siamo chiamati a pregare senza sosta. Per la Bibbia la preghiera è vita. Lo stesso ci si aspetta da noi cristiani nella vita: determinazione e una sana fiducia in se stessi. Non è facile per noi al giorno d’oggi. Preferiamo nasconderci come cristiani. Abbiamo paura di pregare in pubblico, di professarci cristiani. La forza del cristianesimo dipende dalla nostra volontà di vivere la fede nella vita di tutti i giorni e di difenderla.

La nostra fede cresce, però, solo quando siamo pronti a sopportare anche la resistenza. Dove tutto è solo comodo e facile, non crescono le convinzioni personali per la nostra missione di testimoni di Cristo.

Chi è umile e onesto nella sua fede cristiana diventa un testimone della sua fede. Solo quando l’uomo riconosce e ammette con umiltà le proprie debolezze, può anche crescere sulla via della santità.

La forza dell’umile è il Signore – non le strategie, i mezzi umani, né la logica di questo mondo… No, è il Signore Gesù Cristo. In lui ammiriamo una Chiesa che è libera dalle logiche di questo mondo e testimonia il nome di Dio.

Umiltà non significa svalutare se stessi. Gesù ci invita ad essere umili e miti. L’umiltà ci fa distogliere lo sguardo da noi stessi e guardare a Dio, che è in grado di fare tutto e ci rende possibile anche ciò che non possiamo fare con le nostre forze: “Tutto è possibile per chi crede” (Mc 9,23).

Chiediamo al Signore di renderci capaci di portare la gioia a chi la sta aspettando. Possa egli fare di noi dei veri e umili testimoni del suo amore, affinché l’amore e la fedeltà che egli ha portato continuino a crescere a portare frutto ovunque il soffio del suo Spirito ci conduce.

Il Figlio di Dio si è fatto uomo per cercarci. Questo ci fa capire quanto sia importante per Dio cercare e trovare noi uomini.

Ma come funziona? Dio ci cerca e noi cerchiamo Lui? La nostra ricerca è finalizzata a lasciarsi trovare da Lui. Dio non si trova nel lusso di questo mondo, ma nei poveri e nei bisognosi; non lo si sente nel rumore di questo mondo, solo nel silenzio si può ascoltare la sua voce.

Sì, Dio ha dato al suo popolo questo mandato: “Cercatemi!”. A questo compito ha poi aggiunto una promessa: “Vivrai”. Attraverso suo Figlio Gesù Cristo, Dio ha rafforzato queste parole, perché Gesù ha detto: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7). Cerchiamo dunque Dio e troviamo la vita attraverso di Lui! Impariamo a comprendere la Parola di Dio che dice: “Cercatemi e diventerete testimoni di Dio!”.

Dio non vede l’ora di stare con noi. Gesù dice che dimorerà con noi insieme al Padre (Gv 14,23) e si rallegra nell’averci con sé. Questa è tutta la nostra felicità: lasciarci trovare da Dio, lasciarci amare da Lui, ricambiare il suo amore e condividerlo con gli altri.